54 gol fatti, 23 subiti (differenza reti +31), 18 vittorie, 9 pareggi e 3 sconfitte. Numeri evidenziati dall’Avellino in questo campionato, dove al momento fanno la differenza soprattutto i risultati ottenuti in casa (36 punti incamerati al “Partenio-Lombardi, +4 sull’Audace Cerignola e nessuno ha fatto meglio degli irpini finora tra le mura amiche). Ruolino di marcia da terzo posto, invece, fuori casa (27 punti, a -1 dal Monopoli e -2 dal Cerignola).
I lupi hanno brillantemente riscattato una prima parte di campionato che non li aveva mai visti fare bottino pieno sotto la gestione di Michele Pazienza. Dal 24 settembre, con l’esonero di quest’ultimo e profondi cambiamenti nella struttura dirigenziale, promuovendo il tecnico della Primavera Raffaele Biancolino in prima squadra, l’Avellino si è risollevato avviando un percorso che lo ha portato all’attuale primo posto in classifica. Una scalata davvero importante, costruita mattone su mattone. Nel girone di ritorno i biancoverdi hanno sempre vinto, pareggiando in due circostanze (1-1 con Giugliano e Cerignola in trasferta) e perdendo esclusivamente a Foggia.
A proposito di Biancolino, l’attuale tecnico dell’Avellino – nato a Napoli nel 1977 – vanta una carriera da calciatore con diverse esperienze maturate in Serie D, C e B mettendo in mostra doti da attaccante prolifico. Nel suo palmares spiccano le vittorie dei due campionati di Serie C con l’Avellino e un premio come capocannoniere del proprio girone. Una volta conclusa la carriera da giocatore, Biancolino è rimasto nel mondo del calcio, intraprendendo la carriera di allenatore, guidando dal 2022 la Primavera avellinese che peraltro la scorsa stagione ha vinto il girone B di Primavera 3.
Biancolino ha trasferito alla squadra una filosofia di di gioco aggressiva, caratterizzata dall’esercizio di un pressing alto e una ben marcata solidità difensiva. Nella Primavera ha adottato con profitto i moduli 3-5-2 e 4-3-1-2. Soluzione, quest’ultima, più frequentemente utilizzata da quando siede sulla panchina dell’Avellino, pur avendo lui stesso riconosciuto che, per la composizione dell’organico, i biancoverdi possono adottare indifferentemente più sistemi di gioco.
Rigione è uno dei punti di riferimento nel reparto difensivo avellinese per rapidità e fisicità , insieme con Enrici, difensore abbastanza completo e duttile. Manzi rappresentano alternative di lusso per abilità nelle palle alte e capacità tecniche. Difesa guidata autorevolmente dall’esperto portiere ex Ternana Iannarilli, ben strutturata e di valore con i terzini che assicurano equilibrio: Cancellotti o Todisco da una parte, Frascatore o Cagnano sulla corsia mancina.
Tanta qualità nella formazione irpina in mezzo al campo. Dall’ordine tattico di Armellino al temperamento e alla buona tecnica individuale di Palmiero, passando per la duttilità e l’intelligenza tattica di Palumbo, al fisico ed alla corsa di De Cristofaro, attualmente infortunato, alla propensione offensiva della mezzala Rocca (ex Catania anch’egli out). Impossibile non citare Sounas, centrocampista che il tecnico del Catania Mimmo Toscano ha avuto modo di allenare in passato: 8 gol e 3 assist finora in biancoverde per lui, dotato di una struttura fisica importante, forza nelle gambe e solidità quando va nel duello, dinamico nei movimenti, tecnicamente di buon livello e abile nell’inserimento in conduzione palla.
Il promettente classe 2005 Mutanda arricchisce un reparto molto competitivo. A fare da collante tra centrocampo e attacco, il Catania dovrà prestare molta attenzione ai guizzi di D’Ausilio che ha nello scatto, nel dribbling, nel cross, nel tiro e nell’abilità di imprimere la giusta accelerazione nei momenti clou della partita le sue armi migliori.
In avanti c’è il giusto mix di talento, potenza, cinismo, capacità di arrivare alla conclusione e trovare la via del gol. Sotto questo profilo Patierno è una punta sempre molto pericolosa che assicura caterve di reti (12 in questa stagione). A disposizione di Biancolino c’è anche un elemento come Lescano, colpaccio di mercato di gennaio che fa valere la sua prestanza fisica e abilità nel gioco aereo rivelandosi al tempo stesso dinamico, imprevedibile, molto forte in zona gol e devastante se gli si concede il minimo spazio. Da non sottovalutare l’esplosività e capacità di saltare l’uomo di Raffaele Russo. Il 27enne Panico, punta dinamica e molto insidiosa nello spazio, il classe 2005 Campanile, giovanissimo di belle speranze, l’esterno a tutta fascia Tribuzzi e Zuberek, promettente polacco di proprietà dell’Inter, completano una batteria di attaccanti di alto livello.
***CLICCA QUI per mettere MI PIACE alla nostra pagina Facebook***