Ai microfoni di TuttoCalcioCatania.com l’ex fantasista rossazzurro Antonio Criniti ha esternato le proprie riflessioni in merito alla partita che il Catania disputerà domenica sera contro l’Avellino allo stadio “Angelo Massimino”. Criniti ha lasciato un pezzo di cuore sia alle pendici dell’Etna che in Irpinia, auspicando che entrambe le squadre riescano a staccare il pass per la Serie B a fine stagione. Per lui sarà un confronto da tripla.
Si avvicina la disputa di Catania-Avellino, big match della 35a Giornata del girone C di Serie C. Finale di campionato avvincente.
“Gli irpini sono stati agevolati dalle esclusioni di Turris e Taranto, altrimenti il Cerignola sarebbe scappato via. Anche per questa ragione credo che davvero possa essere l’anno dell’Avellino questo. Il Catania, invece, è in ripresa. Non avevo dubbi conoscendo cosa può dare il mio amico Mimmo Toscano. Parliamo di piazze entrambe meritevoli almeno della Serie B. Il cuore mi lega alle due squadre, i due anni che ho trascorso ad Avellino sono stati coperti dall’esperienza di Catania in pochissimo tempo. Ho militato in queste città con grande intensità e cuore. Vorrei che salissero in B entrambe, una attraverso i playoff e l’altra vincendo il campionato. Domenica vedo una partita da tripla, l’Avellino non avrà vita facile al ‘Massimino’ sfidando una squadra che ha qualità in mezzo al campo, con Dini che non prende gol da più partite. Impegno difficile per l’Avellino, come naturalmente per il Catania. Sarà una partita molto spigolosa”.
Quanto è importante per il Catania l’avere ritrovato solidità difensiva?
“Io nelle squadre con cui ho vinto campionati solitamente ho preso poche reti. C’è da dire che a Brescia, però, avevamo giocatori come Neri, Bizzarri, Doni e io che facevamo gol. Tanta roba. E’ chiaro che è importante che tutto sia ben equilibrato e bilanciato, ma nei playoff le squadre guardinghe, solide difensivamente se lì davanti sono fresche possono farti male. Ecco perchè il Catania in prospettiva playoff ha delle grandi chance di vincerli secondo me. Al di là che Mimmo Toscano è un amico e siamo molto amici, parliamo di un grandissimo allenatore che non a caso ne ha vinti di campionati. Poi c’è sempre da considerare che l’ambiente di Catania ti esalta o non ti perdona. Non è facile giocare a Catania. Quando arrivai ai piedi dell’Etna fui subito capitano. Ed il capitano ha più responsabilità degli altri. Conosco bene le difficoltà di un giocatore se non ha carattere in una piazza come Catania. Io penso che la squadra di Toscano se la possa giocare per vincere anche domenica”.
Quanto può pesare l’aspetto psicologico domenica?
“Tanto. Farà la differenza. Serviranno nervi saldi davanti ad una importante cornice di pubblico. Non mi aspetto una gara spettacolare ma le giocate del singolo potranno incidere. Queste sono partite che giochi anche con la paura di perdere. Se Lescano e Patierno sono in giornata, per il Catania è una brutta gatta da pelare. Allo stesso tempo i rossazzurri stanno sviluppando molto bene la fase difensiva. Penso che un eventuale risultato negativo domenica danneggerebbe l’Avellino, a differenza di un Catania mentalmente più spensierato che i playoff li centra a prescindere dal piazzamento in classifica. Probabilmente il peso psicologico maggiore ricade sull’Avellino, che lotta per la vetta e deve fare i conti con un Cerignola che non molla di un centimetro. Anche se io continuo a ritenere i biancoverdi avvantaggiati nella corsa al primo posto rispetto alla formazione pugliese”.
Cosa è mancato al Catania per competere ai massimi livelli in questo campionato?
“La continuità di vittorie, più precisamente i gol di un attaccante come lo stesso Lescano. Oppure l’Alessandro Ambrosi dei miei tempi in maglia rossazzurra. A proposito di Ambrosi, mi piace ricordare l’intesa importante avuta con un calciatore che giocava molto sulle linee e aveva uno scatto imprendibile. Personalmente ho sviluppato con l’esperienza acquisita in Serie B ed A la giocata, sapevo già cosa fare con la palla ma Alessandro mi facilitava il compito. Credo di detenere un record in B, cioè che tutti quelli che hanno giocato vicino a me sono stati capocannonieri. Ambrosi aveva qualità, io e lui siamo stati bravi ad entrare subito in sintonia. Sapevo che giocava molto sulla profondità, con il suo scatto lasciava mezzo mondo dietro”.
Ricordi di una cavalcata importante a Catania in quella stagione…
“Una cavalcata molto importante, purtroppo arrivammo sfiniti alla finale playoff col Messina. Mister Guerini non mi fece giocare dall’inizio il match decisivo. Pensava di sfruttare la mia freschezza e classe a partita in corso, ma sarei dovuto scendere in campo io dal 1′ perchè in quella occasione Cicconi la palla non l’ha mai presa. Sì, ero un pò stanco e c’era un peso psicologico notevole ma queste sono gare in cui la forza la trovavo nella giocata. Guerini volle puntare su un maggiore peso là davanti”.
Torniamo su Catania-Avellino, quali potranno essere i punti di forza e debolezza delle due squadre?
“Io ho avuto modo di seguire recentemente l’Avellino contro il Potenza e, in tutta onestà, i lucani meritavano qualcosina in più. All’Avellino gira bene. La sua forza è costituita dal fatto che non esprime magari un gioco eccellente ma vince perchè ha anche una panchina lunga, hanno speso quanto una B a vincere. Il presidente biancoverde ha investito davvero tanto. Il Catania la può vincere aspettando l’errore dell’avversario. L’Avellino davanti può essere devastante ma qualche errore lo commette. Le squadre di Toscano sono molto aggressive, il Catania potrebbe mettere in difficoltà l’Avellino attuando un pressing importante, la formazione di Biancolino il golletto lo prende quasi sempre. Per me domenica vincerà chi sbaglia meno”.
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