13 punti di vantaggio sulle dirette inseguitrici (Lamezia Terme con una gara da recuperare), 29 gol fatti, 6 reti subite frutto di 11 vittorie e 2 pareggi. Il Catania รจ un rullo compressore come certificato dai numeri, che non mentono mai. I rossazzurri continuano a dominare un campionato in cui tutte le avversarie si arrovellano su come fermarli. Soltanto Cittanovese e Lamezia sono riuscite a pareggiare, tra le mura amiche, ma nessuna compagine ha arrestato la corsa di un Elefante fiero, orgoglioso e motivato che sta rispettando le consegne.
Si chiedeva un Catania che vincesse il maggior numero di partite possibile per raggiungere al piรน presto il traguardo del ritorno nel professionismo, ebbene oggi i rossazzurri sono instradati su un percorso virtuoso ma non privo di ostacoli. L’Acireale affrontato domenica, a prescindere dall’avere disputato un match storicamente sentito nell’ambiente granata, ha disputato la classica “partita della vita”, come avrebbe fatto chiunque nella consapevolezza che dare tutto sul campo รจ l’unico modo per sperare di portare a casa punti. Ma รจ un Catania troppo forte nelle individualitร , nei singoli, che in pochi mesi hanno cementato un gruppo solidissimo ed affiatato.
C’รจ sempre da migliorare, tuttavia affrontando squadre arroccate in difesa รจ inevitabile faticare a trovare gli spazi per affondare i colpi. Fisiologico che il gioco ne risenta. Il Catania ha provato a giocare in ampiezza, facendo partire l’azione dal basso ma serviva un giro palla piรน veloce e meno prevedibile. I granata hanno difeso con ordine e limitato le fonti primarie del gioco rossazzurro, Lodi e Sarno, provando a creare qualche insidia in ripartenza. Ad esempio con Limonelli nel primo tempo, ma la squadra di Costantino ha avvertito chiaramente la mancanza di una punta di peso.
Il Catania ha forzato spesso la giocata specie nella prima frazione, incontrando difficoltร sulle corsie esterne. Pochi palloni giocabili per Sarao, Castellini meno sicuro del solito ma comunque efficace (meglio terzino), tanta corsa per Rapisarda (non sempre puntuale in fase difensiva), Lorenzini versione gigante nel reparto arretrato, Rizzo solito cuore e polmoni a centrocampo. Ancora una volta gli inserimenti di Andrea Russotto, Jefferson (piรน presenza in area) e Palermo hanno inciso positivamente, dando maggiore ritmo e intensitร alla manovra. Un pรฒ cosรฌ la direzione arbitrale (almeno un rigore solare non assegnato al Catania e tanti falli non sanzionati), ma in Serie D abbiamo visto di peggio.
L’Acireale ha dato l’impressione che non potesse fornire una prestazione migliore, sulla base degli uomini a disposizione, ma possiede le potenzialitร per tirarsi fuori dai bassifondi della classifica. Nel complesso la vittoria del Catania รจ meritata perchรจ ottenuta con spirito di sacrificio e abnegazione, al di lร di un espressione di gioco poco entusiasmante. Lo staff tecnico rossazzurro avrร modo di lavorare in settimana con la squadra sulle imperfezioni evidenziate, preparando l’ennesima battaglia sportiva. Vietato abbassare la guardia, ma la strada non puรฒ che essere quella giusta.
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