Ai microfoni di TuttoCalcioCatania.com Giovanni Mei, ex allenatore del Catania dal ‘96 al ‘98, ha rivissuto il proprio periodo trascorso alle pendici dell’Etna proiettandosi però anche nel prossimo futuro con l’augurio dell’arrivo di una proprietà seria, forte e innamorata dei colori rossazzurri, sulla falsariga di ciò che la famiglia Massimino ha raffigurato per il sodalizio calcistico etneo. Queste le sue parole:
Mister ci racconti un po’ la sua esperienza catanese. Com’è stato allenare il Catania e cosa, a suo modo di vedere, non ha permesso all’Elefante di centrare la promozione durante quei due campionati di C2?
“A mio avviso il problema più grande di quel periodo è stato il risultato della semifinale playoff durante la prima stagione. Purtroppo anche a causa di alcuni infortuni importanti non siamo stati in grado di sconfiggere la Turris, perdendo la gara decisiva al “Partenio” di Avellino. In ogni caso al di là di come sia andata a finire, a mio modo di vedere il primo anno abbiamo fatto un percorso eccezionale, dando vita ad un campionato decisamente importante. Parlando adesso con il senno del poi e mettendo da parte l’emotività di quei momenti, se non ricordo male, a parte la rotonda sconfitta di Matera, perdemmo pochissime altre partite nel corso della stagione realizzando anche una serie importante di diversi risultati utili consecutivi. Addirittura se non avessimo sbagliato il rigore negli ultimi minuti a Benevento saremmo arrivati secondi. Per ciò che mi riguarda, quella prima annata fu molto positiva. Purtroppo però perdendo i playoff fu vanificato tutto il buon lavoro che riuscimmo a realizzare nell’arco dell’anno, nel quale peraltro io arrivai soltanto verso Ottobre con la squadra situata addirittura in zona playout. Inoltre la rosa a Gennaio non fu nemmeno rinforzata più di tanto e così nei successivi spareggi promozione noi pagammo a caro prezzo il gravissimo infortunio subito da un elemento cardine come Ercoli. Anche se dalla società non sono stato trattato benissimo, nonostante tutto io ho comunque un ricordo meraviglioso della piazza di Catania e dei suoi tifosi, pertanto non posso che rimembrarla splendidamente.”
Da ex rossazzurro che emozioni ha provato a seguito della scomparsa del Calcio Catania?
”Purtroppo questa notizia era nell’aria già da diverso tempo. Ho sofferto moltissimo quando ho appreso l’annuncio della scomparsa del Calcio Catania anche per via del coinvolgimento diretto di Maurizio Pellegrino, persona che io stimo moltissimo e che reputo estremamente capace e competente. A mio modo di vedere, sarebbe potuto essere uno dei pochissimi davvero in grado di poter sistemare le cose a Catania. Mi ha rattristato molto quanto accaduto e non me lo sarei mai augurato, anche se questa sensazione persisteva ormai da tanto tempo. Lottare fino alla fine per un posto nei playoff, riuscire nonostante tutto e tutti ad allestire una buona squadra, disputare un ottimo torneo e poi scomparire ad appena tre giornate dalla fine mi è sembrata veramente una roba assurda. In ogni caso, a parte le grandi realtà del centro-nord, Catania è sicuramente una delle piazze più grandi ed importanti d’Italia, quindi spero e penso che possa risollevarsi il più in fretta possibile. A mio modo di vedere per esempio, nonostante la disparità di categoria, la fine del Chievo e quella del Catania non possono essere minimamente paragonabili dal punto di vista storico e del blasone per il calcio italiano. La scomparsa del Calcio Catania è stata una perdita gravissima per tutta la tradizione sportiva del nostra Paese.”
L’ha sorpresa l’assenza totale di imprenditori seri disposti a rilevare il titolo sportivo dei rossazzurri?
“Sinceramente non mi ha sorpreso più di tanto l’assenza dell’imprenditoria perché ormai erano diversi anni, sin dall’ultima stagione di Serie A, che si sentiva parlare di negatività sotto il profilo economico-gestionale legato al Catania Calcio. Mi ha sorpreso diciamo che si sia arrivati fino a questo punto e non si sia provato a sanare prima anche in maniera drastica. Purtroppo a mio modo di vedere dopo tanto tempo il problema era diventato talmente consistente da non poter più essere riparato.”
Cosa si augura per il futuro e cosa bisognerà fare per ritornare nuovamente nel calcio che conta?
“Bisognerebbe intanto trovare delle persone serie sul piano imprenditoriale. Nel calcio di oggi sono presenti soltanto speculatori che vogliono guadagnare attraverso il pallone mettendo da parte quella che è la passione e l’amore verso i propri colori. L’ideale sarebbe trovare un gruppo locale che abbia anche degli interessi a livello sociale nella città di Catania e per questo faccia ciò che a suo tempo fece Massimino. Raramente ho visto una passione ed un amore verso una squadra di calcio anche solo minimamente paragonabile a quella che il presidente e la sua famiglia avevano nei confronti del club rossazzurro. Chi vuole prendersi il Catania dovrebbe metterci il cuore e la voglia di rilanciare il calcio in questa città, accantonando qualsiasi idea di lucrare attraverso la speculazione o il mero business. Ci terrei particolarmente a salutare tutti i catanesi ed i tifosi rossazzurri che sono rimasti veramente dentro il mio cuore.”
Si ringrazia Giovanni Mei per la cortesia, la disponibilità ed il tempo concesso per l’intervista.
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