Nel corso della trasmissione televisiva Corner, su Telecolor, l’ex capitano del Catania Davide Baiocco si sofferma prevalentemente sulla situazione societaria rossazzurra. Ecco quanto evidenziato:
“Credo che ci voglia un pò più di fiducia, che manca da tanto purtroppo. Senza fede e fiducia non si va da nessuna parte, si parla tanto e magari non avendo tutti i riferimenti a disposizione. Poi ognuno deve fare la propria parte. Da esterno posso solo essere speranzoso e non preoccuparmi troppo di tutto quello che non controllo. Oggi non è facile effettuare un investimento con poche rassicurazioni. Chi si presenta non parli a vanvera ma sia realmente interessato al Catania. Come secondo me lo è Tacopina, un imprenditore che deve fare i conti coi numeri“.
“Il calcio, al di là dell’amore e dell’affetto, è un azienda. I conti devono tornare. Quindi io devo capire dove sono, dove voglio andare, che spese ho e da dove possono entrare i soldi. Io ho sentito parlare Tacopina di persone che operano in borsa per gestire la la situazione finanziaria del Catania, di persone che gestiscono gli alberghi per Torre del Grifo, di marketing, brand, pubblicità. Già un piano ben definito penso ce l’abbia, ma la situazione dall’interno non la conosco. Più teste al timone della società o una sola figura di riferimento? Dipende dall’allenza di cervelli che si crea. Quasi tutte le persone di successo dicono che il segreto sia questo. L’ego, il voler apparire deve essere messo da parte. Lì non conta chi comanda ma il risultato finale. Tacopina ha parlato di fattori importanti per una società a lunga scadenza. L’importante è avere una visione ben chiara con una maturità tale da non far prendere il sopravvento all’ego, a prescindere dal numero di persone”.
“Uscita così prematura dai playoff del Catania? Non me l’aspettavo e, vedendo gli highlights, il Catania meritava di più ma in una partita secca non è mai facile. La preparazione dei playoff con Baldini è stata ottima nel gioco, nello spirito e nell’atteggiamento di una squadra molto propositiva. Però poi arrivi ad una gara singola dopo un’annata di esperienze belle o brutte che ti hanno condizionato. Per me è stato buono il lavoro di Baldini. Se lo confermerei in panchina? Io sono uno che ama dare continuità al lavoro, oggi siamo nell’era del tutto e subito e non si dà il giusto tempo alle persone per dimostrare il proprio valore. La progettualità va fatta a lunga scadenza. L’ideale sarebbe scegliere un allenatore che ti piaccia per il gioco che propone lavorando insieme a lui alla costruzione della rosa, con giocatori più pronti alla sua filosofia di calcio”.
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