ESCLUSIVA – Pelosi: “Catania, non perdere la sicurezza acquisita. Quel gol di Pittana col Potenza ed il derby vinto a Palermo nel ’93…”

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Claudio Pelosi

Una ventina di reti in casacca rossazzurra ed un ricordo di Catania indelebile. L’ex attaccante degli etnei Claudio Pelosi, in vista del confronto Catania-Potenza fissato per domenica pomeriggio allo stadio “Angelo Massimino”, ai microfoni di TuttoCalcioCatania.com ha ricordato una sfida tra le due squadre che lo vide protagonista e lo storico derby vinto dall’Elefante a Palermo nella stagione 1992/93, con un occhio rivolto al presente.

Tre vittorie su tre con Baldini al timone, ti aspettavi questo impatto iniziale della nuova guida tecnica rossazzurra?
“La scossa c’è stata, senza nulla togliere a Raffaele perchè il calcio ti dà e toglie in cinque minuti. Di sicuro Baldini è partito bene, qualcosina un allenatore dà sempre alla squadra, sta venendo fuori la personalità del gruppo. Adesso il Catania deve affrontare questo rush finale nel migliore dei modi. Magari Baldini non ha un gran curriculum da allenatore, ma credo che il Catania abbia visto in primis una persona con dei principi e valori, adatta al contesto. Mi ha impressionato in particolare come la squadra ha battuto l’Avellino, in maniera secca e decisa. Mentre, in precedenza, nelle gare perse con Teramo e Turris non vidi un’impronta vera, con qualche sbandamento dietro”.

Tra le vittorie del Catania contro il Potenza in Sicilia, una ti vide protagonista…
“Sì, quella che risale al mese di dicembre del 1992. Venivamo dalla sconfitta con la Lodigiani e non festeggiavamo la vittoria da un pò di tempo. Eravamo sotto di un gol, poi pareggiai io ma il vero protagonista fu Pittana, autore del definitivo 2-1. Un ragazzo dolcissimo, ma ogni tanto gli scoppiava la vena e non capiva più niente. Fu contestato durante la settimana e, quando segnò, si mise a correre. Faticammo a trattenerlo con quella forza fisica che aveva. Mandò qualcuno a quel paese. Adesso il Catania non batte il Potenza in casa dal ’94, è arrivato il momento di aggiornare l’amarcord…”. 

Quanto sarà insidiosa questa partita per il Catania?
“Molto, perchè queste sono le classiche gare che pensi di portare a casa, forte delle tre vittorie consecutive. In realtà rappresenta un altro esame di maturità, ma sono sicuro che il mister saprà bene come prepararla. Isolando anche la squadra dalle voci legate al closing. Avrà fatto capire che sarà un incontro davvero importante, ai fini del mantenimento della striscia positiva per ottenere il miglior piazzamento possibile in vista dei playoff”.

A proposito di playoff, come vedi lo scenario attuale?
“Purtroppo il fattore campo, per via del Covid, non conta più nulla dalla Champions alla Terza Categoria, ed è un peccato per una piazza importante come Catania. Io ho girato tanti club ma non esistono tifoserie come quella del Catania. I playoff sono un altro campionato, li ho affrontati più volte. Chi sta meglio vince, chi arriva nella situazione mentale migliore la spunta. L’unica squadra che effettivamente sul campo ha dimostrato la propria superiorità rispetto alle altre nel girone C è stata la Ternana. Sia Bari che Avellino un pensierino al primo posto lo avevano fatto. Adesso sono in calo, mentre il Catania ha mantenuto con costanza l’attuale classifica. I rossazzurri, battendo l’Avellino, hanno dimostrato che anche loro potranno giocarsi fino in fondo le proprie carte. Attenzione al fuoco di Catania, la squadra etnea arriva ai playoff senza grosse pretese e potrebbe essere una bella sorpresa. Il Catanzaro è un’altra formazione da prendere con le pinze, parliamo anche in questo caso di un club storico con voglia di tornare nel grande calcio”.

Quanto può essersi rivelato utile al Catania il passaggio alla linea difensiva a quattro?
“Sono sempre convinto che lo sviluppo della fase difensiva sia la base in un sistema di gioco. Magari passare a quattro fa sentire la squadra più coperta e sicura. Sai che, innanzitutto, non subisci reti e, là davanti, il Catania vanta comunque giocatori importanti che prima o poi il gol lo fanno. Baldini ha dato quella sicurezza in più anche dietro. Poi i risultati sono la panacea di tutti i mali. Il neo allenatore ha dato degli input, cambiando poche cose ma significative. In avanti, invece, adesso Sarao fa l’attaccante puro. L’importante è mantenere questo livello di sicurezza”.

Passiamo per un attimo al tuo passato, quali furono le impressioni ricavate la prima volta che approdasti a Catania?
“Io avevo fatto la B a Cremona, giocai anche nella Lucchese prima di trasferirmi in Sicilia. Avevo maturato esperienza in piazza tranquille. Già al primo giorno di allenamento a Catania sentivo urlare «Serie B, Serie B». Mi sentì immediatamente un giocatore vero. L’impatto fu da subito molto positivo con piazza”. 

Qual è il ricordo più bello che custodisci della tua esperienza in rossazzurro?
“Troppo facile risponderti. Il derby vinto a Palermo. Mamma mia, quando tornammo a Catania c’erano mille persone al casello attaccate al pullman. Fantastico. D’altronde il derby è la partita nella partita. Io l’ho vissuto da comasco ma con i colori rossazzurri sulla pelle. Solitamente dormivo poco durante la settimana, quella notte però davvero non ce la facevo a chiudere occhio. L’adrenalina era a mille. Sul campo dopo i primi 15 minuti eravamo sicuri di vincere. Il gol di Cipriani rappresentava la conferma che il Catania c’era. Classifica alla mano, affrontavamo un Palermo in vetta con giocatori che potevano cambiare il match da un momento all’altro, ma noi arrivavamo sempre primi nei contrasti, creavamo occasioni, si avvertivano sensazioni buone. Il Palermo forse la prese un pò sottogamba, la gente ci ricordava tutta la settimana l’importanza del derby. I tifosi si prendono in giro fino al derby successivo quando lo vinci. Ecco perchè posso capire la delusione della tifoseria, avendo perso il derby quest’anno in casa. Ma fortunatamente ricordo altri derby che videro il Catania imporsi in maniera piuttosto netta, ad esempi lo 0-4 con eurogol di Mascara…”.

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