INVOLUZIONE CATANIA: i rossazzurri steccano la gara dell’anno, crisi di risultati e confusione

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Era la partita più importante dell’anno. Quella in cui tutti i tifosi chiedevano impegno massimale alla squadra. Una finale da vincere, senza se e senza ma. Il campo ha parlato, sono stati i rivali di sempre del Palermo a fare bottino pieno al “Massimino”. La penuria di risultati con soli tre punti raccolti nelle ultime cinque partite conferma l’involuzione attraversata dal Catania. Delusione cocente in casa rossazzurra, tanta amarezza per avere sciupato numerose occasioni.

Sfortuna sì, ma anche troppa imprecisione e poca lucidità in un match in cui la formazione ospite ha saputo stringersi e compattarsi nelle difficoltà ricavando quella forza mentale decisiva ai fini del prestigioso successo. Neanche in undici contro dieci per oltre un’ora di gioco il Catania è riuscito a perforare la difesa rosanero. I legni e le parate di Pelagotti hanno sbarrato la strada all’Elefante, condannato dagli errori, voglioso di reagire ma limitato dalla confusione tattica. Nemmeno i cambi effettuati nella ripresa hanno sortito gli effetti sperati, passando dal 3-4-3 al 4-2-4 con anche la spinta di Manneh sulla sinistra al posto di uno spento Pinto.

L’impegno non è venuto meno ma, per mentalità e spirito di sacrificio, nel derby non basta dare il 100%, serviva il 200%. Il Palermo è stato più forte di tutto e di tutti, giocando con un uomo in meno e fronteggiando le tante defezioni. Non si è scoraggiato, nè disunito dopo l’ingenua espulsione di Marconi. Sarà anche stato baciato dalla fortuna, ma ha saputo interpretare meglio dei rossazzurri un incontro vinto con la coesione di un gruppo che ha creduto fino in fondo di poter fare suo il derby. Il Catania, invece, si è approcciato al match con frenesia ed un carico di tensione eccessivo.

Adesso i rossazzurri sono sotto shock per un ko che fa molto male. I tifosi sono inviperiti, la classifica non sorride ed è cortissima. La squadra di Raffale si conferma al quinto posto, ma questo risultato determina l’avvicinamento dello stesso Palermo e della Casertana. L’undicesima posizione dista sette lunghezze, il rischio è di gettare alle ortiche quanto di buono fatto in questa stagione. E domenica si torna in campo per affrontare il Bisceglie. Con il morale sotto i tacchi ed un avversario che proverà a sfruttare la fragilità psicologica del Catania.

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