Profonda amarezza in casa Potenza per lo 0-1 finale riportato contro il Catania. Il Direttore Generale Manuel Scalese rilascia le seguenti dichiarazioni nel post gara:
“Purtroppo registriamo l’ennesima sconfitta in casa. Siamo qui a metterci la faccia perchè lavoriamo h24, facciamo sacrifici permettendo a questi ragazzi di lavorare quanto più serenamente possibile focalizzandosi sul rettangolo di gioco ma abbiamo evidenziato l’ennesimo atteggiamento prevenuto della quaterna arbitrale. Non vogliamo trovare alibi o giustificazioni per l’assenza di risultati. Sarebbe fin troppo facile additare l’arbitro come l’unica colpa dei mancati punti racimolati dal Potenza Calcio, ma ora basta. Non è possibile che nel duello costante Cianci-Silvestri l’arbitro abbia quasi sistematicamente fischiato fallo alla formazione etnea. Soprattutto in occasione del gol, a mio modesto parere, il fallo è di Welbeck su Cianci lanciato a rete a metà campo in evidente ripartenza, non viceversa. Forse per la diversa fisicità tra i due calciatori l’arbitro può aver dedotto che sia stato il nostro attaccante a commettere fallo, ma se uno si basasse solo su questi parametri probabilmente sarebbe il caso di fare un altro mestiere”.
“Vogliamo rispetto, siamo stufi di registrare questi atteggiamenti, non ultimo l’episodio dell’espulsione del nostro Presidente che era seduto serenamente, non so cosa il quarto uomo abbia segnalato al direttore di gara. Lanciamo un messaggio alla nostra gente: mercoledì col Monopoli giocheremo una finale e promettiamo di sputare sangue per onorare questa maglia e cercare di regalare delle festività serene ai nostri tifosi, che lo meritano e ci hanno sempre sostenuto soprattutto nelle difficoltà . L’altro messaggio che lanciamo alla Figc e all’Aia è che siamo stufi. Se qualcuno ha già deciso che il Potenza deve retrocere, ce lo facciano sapere. Noi da potentini non molleremo mai. Ricordiamo al palazzo del potere che siamo il bel volto di questa categoria, modello di gestione, competenza, professionalità , educazione e rispetto”.
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