RUSSO (all. Catania Berretti): “Da tecnico sto crescendo tantissimo, devo aggiornarmi di continuo. Ho legato di più con Montella”

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Orazio Russo
foto calciocatania.it

Giovedì alle 21.00, su TeleNova (canale 14 del digitale terrestre), è andata in onda la diciottesima ed ultima puntata della seconda edizione del format televisivo ufficiale Piacere Calcio Catania. E’ intervenuto anche l’ex calciatore rossazzurro Orazio Russo, attuale guida tecnica della Berretti del Catania. Ecco quanto evidenziato da TuttoCalcioCatania.com:

“E’ dura stare in panchina ma si tratta di una bella esperienza, che ti fortifica ancora di più. I giovani? Troppe distrazioni oggi. Ai miei tempi c’era solo il calcio, adesso la Playstation, il telefonino, l’uscita del sabato sera. Il calcio non è più la cosa primaria e non è facile trovare giovani che abbiano davvero voglia di arrivare. La mia carriera da calciatore? Non sono abituato a parlare di fortuna o sfortuna. Alla fine semini quanto hai raccolto. Magari avrei potuto fare una carriera diversa giocando più spesso lontano da Catania, ma avevo il bisogno di godermi la mia famiglia e città. Il gol in amichevole a Rampulla con Roberto Baggio in campo? Quella partita la disputammo il giorno dopo la sconfitta esterna per 2-0 con la Lodigiani, dove io sbagliai un calcio di rigore. Ci furono discussioni perchè fecero battere un rigore ad un ragazzino. L’indomani c’era un aria triste per la sconfitta. Poi giocammo quest’amichevole con la Juventus prima di Natale, era il 22 dicembre. Fu una bella sensazione, io feci gol e la gente era contenta”.

“L’allenatore che mi porto nel cuore? Ho legato di più con Montella, ma sono stato guidato da tecnici importanti come Ventura, Mazzarri, Pasquale Marino, Sonetti, De Biasi, Mandorlini, Reja. Mi hanno dato tantissimo ed io ho preso tanto da loro. Da Team Manager ho avuto la fortuna di lavorare con Giampaolo, il già citato Montella e Maran. Il mio calcio? L’equilibrio è fondamentale. Nella mia carriera ho sempre giocato con il 4-3-3, modulo che mi piace tanto. Ma non è detto che questo sia il credo assoluto. Ti devi continuamente aggiornare. Alla Berretti del Catania è la mia prima esperienza da allenatore, sto crescendo tantissimo e vedo cose che magari da giocatore non vedevo. Il mio sogno nel cassetto? La serenità per la famiglia, avere i miei figli sistemati. Professionalmente vorrei vivere nel momento in cui sono chiamato a fare le cose. A quel punto non penso oltre, devo fare bene quel che mi è stato detto. Tutto viene di conseguenza”. 

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