ESCLUSIVA – Baiocco: “Esonero Sottil, ecco cosa penso. Catania, da Reggio riparti più forte. Servono progettualità e chiarezza”

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L’ex centrocampista e capitano del Catania Davide Baiocco rilascia, con grande disponibilità e cortesia, un’intervista ai microfoni di TuttoCalcioCatania.com. Temi principali: l’esonero di Andrea Sottil, l’andamento della stagione rossazzurra e la brutta sconfitta di Reggio Calabria.

Calcio italiano pieno di problemi, manca la reale volontà di cambiare?
“Il calcio va rivisto con un alcuni accorgimenti, rendendolo un ambiente privo di polemiche e problemi, cercando di remare tutti insieme per qualcosa d’importante. Spesso ci si concentra su cose che lo rendono quello che non è. Il calcio dovrebbe essere momento di aggregazione, felicità, condivisione. Sul campo negli ultimi anni fortunatamente mi sono sfogato un pò ma tutto quello che c’era intorno era depotenziante. A volte facevo uscire la peggiore parte di me (ride, ndr). Non è tutto da buttare nel calcio ma dobbiamo essere più umili. Non c’è la volontà di cambiare. A parole tante persone me la manifestano, mi hanno chiesto di costruire qualcosa ma tutti si focalizzano sull’oggi, non lavorando sulla stabilità nel tempo. In questo momento vedo difficile un cambiamento, ma resto fiducioso per il futuro dai”.

In questi giorni so che hai rivisto Plasmati, com’è stato?
“Gli ho parlato del mio progetto, volevo condividerlo con lui che è molto impegnato a Matera. Abbiamo chiacchierato piacevolmente. E’ stato bello ritrovarci, condividendo quel che attualmente facciamo senza parlare troppo del nostro passato nel calcio. Abbiamo trascorso qualche ora in maniera molto piacevole e positiva”.

Sottil esonerato, tu che lo conosci bene saprà risollevarsi immediatamente?
“Il 90% della nostra vita dipende da come noi reagiamo, questo fa la differenza nelle persone. Io non mi faccio travolgere da quel che mi accade, rappresentativo del 10%. Si devono avere l’intelligenza, la serenità e la consapevolezza giuste. Spesso ci lasciamo condizionare da elementi che non controlliamo. L’unica cosa che siamo in grado di controllare è il nostro modo di essere mentalmente programmati, non facendoci influenzare da nessuno. E’ importante metterci in discussione sempre. Io stesso, sulla base di quanto insegna il mio percorso, mi sono reso conto che non c’è una verità assoluta ma diverse verità. Ragionando così affronti quello che ti accade in maniera differente, venendo fuori molto fortificato dagli accadimenti. In questo senso sono convinto che Andrea saprà risollevarsi. Chi ha lavorato bene e sa di avere dato tutto, pur commettendo degli errori, va avanti”.

Sottil ha firmato un contratto a lunga scadenza, cosa non ha funzionato a tuo avviso?
“Io non ho seguito tantissimo il Catania, dovrei conoscere le dinamiche interne e lo sviluppo del lavoro portato avanti. Il problema principale secondo me è stata la creazione di aspettative sbagliate e le responsabilità non sono state esclusivamente di Andrea. Paga uno, ma tutti sono responsabili. Ripeto, bisogna stare attenti a non creare aspettative sbagliate nella gente. Qualcuno magari pensava potesse essere più semplice, ma la C è un campionato di sofferenza, nessuno vince facilmente. La Juve Stabia ha un pò rallentato, c’era solo da pazientare e lavorare per crescere. Credo sia stato fatto un buon lavoro ma se non si dà continuità ad un progetto tecnico per diversi anni e si tende a cambiare, per me non va bene. Se inizio un progetto, al primo anno posso sbagliare per il 70%. Poi al secondo correggo il 35%, man mano se sono bravo ad intervenire correggo tutti gli errori negli anni e costruisco un gruppo solido con un’idea ben precisa. Spesso la fretta è cattiva consigliera e ci spinge ad effettuare operazioni non giuste. Tutti vogliamo subito tornare in Serie A, categoria che dovrebbe sempre appartenere al Catania, ma sappiamo realisticamente che serve tempo e conta la stabilità del club. Con le giuste aspettative diventa più facile comunicare, al di là delle esigenze di qualcuno. Se io sono trasparente, mi risparmio molti problemi e posso lavorare anche in maniera più serena. La Juve Stabia da due-tre anni porta avanti il suo progetto tecnico con continuità, ottenendo risultati anche superiori alla media. E non è un caso. Se c’è progettualità, dedizione al lavoro ed etica arrivi al traguardo. Tensioni e problematiche non rappresentano, invece, l’ambiente ideale per lavorare. In ogni ambito lavorativo è così”.

Che ne pensi dell’ingaggio di Walter Novellino?
“Novellino non l’ho mai visto lavorare, quindi non posso esprimermi sulle sue idee e qualità tecniche. Sarei un presuntuoso se lo facessi. L’esperienze ce l’ha, parlano i risultati. La personalità non gli manca sicuramente. E’ subentrato a Sottil perchè, nel costume italiano, è più facile cambiare l’allenatore. Secondo me avrebbe invece più senso, a gennaio, mandare via i calciatori che non sono pronti per la mia tipologia di gioco, rimpiazzandoli con chi ritieni adatto al tuo sistema. Se l’allenatore lavora bene ed il tuo progetto tecnico nasce con lui, per me andrebbe fatto questo ragionamento. Sono scelte. Sembra più facile esonerare, in realtà non è così. I problemi secondo me nascono a monte, in quello che si accetta e dice. Se voglio portare avanti un mio piano che penso rappresenti la strada migliore per ottenere risultati, vero è che devo rendere conto alla società ma poi bisogna vedere quali sono gli accordi presi, i giocatori a disposizione, valutare il tempo necessario, se alleno il materiale che mi dai e non è in linea con il mio modo di fare calcio. Serve chiarezza. Se non c’è questa, poi nascono i problemi”.

Sconfitta per 3-0 dopo avere battuto due grandi squadre come Catanzaro e Juve Stabia. Come motivarla?
“In base alla mia esperienza vissuta da calciatore, bisogna vedere come sono arrivati i due precedenti risultati. Con un gioco all’altezza, una prestazione ad altissimo livello e tante occasioni da gol prodotte, oppure sono venuti fuori dopo una partita combattuta che potevi anche pareggiare o perdere e, invece, l’hai vinta? Sono andato a Reggio con un atteggiamento diverso da Catania-Juve Stabia, dando per scontato di vincere? Mi sono preparato nella maniera giusta? Dopo due gare dal coefficiente di difficoltà elevato – sono supposizioni le mie – forse si è rifiatato un attimino a livello mentale. Chi vuole vincere non sottovaluta nessuna partita, neppure un’amichevole ma non so se, nel caso del Catania, sia realmente andata così. Nel calcio ci sono mille variabili che entrano in gioco per valutare nel dettaglio l’andamento di una partita. Però può succedere di riportare una pesante sconfitta. Sicuramente i giocatori non volevano perdere 3-0. Da questa partite si può e deve ripartire più forti. Una sconfitta del genere ti tocca dentro e dà una spinta ulteriore per reagire. Sarebbe meglio non prendere cazzotti ovviamente, però la grande squadra è anche e soprattutto quella che dimostra di sapere reagire nei momenti più delicati”.

Si ringrazia Davide Baiocco per la gentile concessione dell’intervista.

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"Le idee ispirate dal coraggio sono come le pedine negli scacchi. Possono essere mangiate ma anche dare avvio ad un gioco vincente". Parole del grande scrittore tedesco Johann Wolfgang Von Goethe che mi hanno spinto all'ideazione di 'TuttoCalcioCatania.com'. Un progetto che parte da lontano e si pone l'obiettivo di fare informazione responsabilmente e consapevolmente. Direttore della testata giornalistica catanese e "stakanovista editoriale", mi avvalgo del contributo di un gruppo di lavoro brillante e motivato.